Sentirsi a terra, al buio, vuoti, deboli, senza energia per gli altri e per se stessi fino a fare fatica a muo-versi, a esprimersi, fatica a volte a trovare il senso alla nostra esistenza.
A volte perché è successo qualcosa di così terribile da non riuscire a venirne a capo né con la testa, né con il corpo, né con il cuore.
A volte invece è arrivato così questo senso di malessere, poco a poco e ci siamo sentiti sprofondare in questa tristezza, apatia, questa impossibilità senza conoscerne i motivi.
La sensazione è che la vita ci stia stancando, ogni giorno di più o che oscilliamo tra momenti di eufori-co benessere e grande vitalità e momenti di disperazione pesantezza e colpa. Il buio è l’altra faccia della luce. La tristezza e la malinconia l’altra faccia della gioia; l’annullamento di sé l’altra faccia della nostra realizzazione. Entrambe fanno parte di noi.
Un noto personaggio abi-tuato a continue competizioni e combattimenti diceva che non esiste coraggio senza la capacità di pro-vare paura.
Insieme, attraverso la psicoterapia, il lavoro corporeo, il respiro, il massaggio ti proponiamo di osser-vare insieme questo spazio buio per comprenderlo, arginarlo, cogliere e accettare i suoi messaggi e an-dare oltre la depressione per ritrovare la vitalità e la forza di crescere.
Responsabili: Cristina Bozzo, Arturo Sica, Davide Parma
Paura di morire.
Sensazione di andare via.
Dolore in mezzo al petto, respiro strozzato.
Confusione, panico.
Solitudine.
Una macchia nera al centro.
Tutto il controllo e la forza di volontà e il desiderio di stare bene travolti e resi inefficaci da un’onda anomala che incurante segue il proprio percorso. Più forte di noi se ci mettiamo a fare braccio di ferro. E spinge.
Ci rifugiamo ma nessun posto è sicuro, ci rivolgiamo ai medici ma il nostro cuore sta bene.
E se ci prende fuori, in mezzo alla gente? E se non riusciamo più a tornare a casa?
Gli attacchi di panico si manifestano come malessere fisico.
La sensazione è di perdere i sensi o di avere un infarto. Di mancare.
Lo sforzo di tenerli sotto controllo richiede un enorme dispendio energetico che ci lascia stanchi, feriti, demoralizzati e disorientati.
Questo sintomo terribile porta sempre con sé qualcosa di prezioso, spesso non ci lascia fino a che non abbiamo ascoltato il suo messaggio e accettato il suo senso. Attraverso il lavoro psicoterapico, l’ascolto e il colloquio, il lavoro corporeo, il respiro e tecniche im-maginative per concedere all’attacco di panico di ritirarsi e a noi stessi di raccogliere la sua ricchezza.
Responsabile: Cristina Bozzo
“Mi sento stanco, non riesco a dormire e ne avrei bisogno, ho sempre mal di schiena, faccio fatica a digerire, tutti i pensieri delle cose da fare mi assillano, non mi sento libero, non mi sento io.”
Ci sono momenti nella nostra vita in cui ci sentiamo senza energia, sentiamo il nostro corpo teso o pesante, fragile e dolorante.
Non abbiamo più la forza di mantenere lo stesso ritmo di vita, di corsa tra un impegno e l’altro, facciamo fatica a rilassarci perché c’è sempre qualcosa di più importante da fare.
A volte conosciamo il motivo, altre volte non sappiamo neppure come siamo arrivati a questo stato di cose.
I segnali di questa stanchezza si possono manifestare nel nostro corpo sotto forma di mal di schiena, mal di stomaco, tachicardia, pressione alta, insonnia, spossatezza.
Crediamo sia di fondamentale importanza ascoltare questi segnali e utilizzarli per conoscerci un po’ meglio e imparare a muoverci e a vivere rispettandoci.
La posizione di ascolto e di rispetto verso noi stessi è il presupposto fondamentale per una manifestazione ed espressione di noi piena, e quindi felice.
Utilizzando tecniche di ascolto e cura del corpo quali lo shiatsu, il rebirthing, la bioenergetica e il Metodo Feldenkrais proponiamo percorsi per aiutarvi a riconquistare il vostro benessere in maniera consapevole.
Responsabile: Rose Marie Sarcone
L’ascolto di sé attraverso il corpo “Qualsiasi emozione che non possa essere liberata rappresenta una fonte di stress per i muscoli, perché un’emozione è una carica che preme verso l’esterno, verso la scarica.” Alexander Lowen.
Spesso percepiamo il corpo come un’armatura da cui non riusciamo a liberarci, sentiamo le tensioni muscolari che formano una specie di gabbia, impedendoci di respirare a pieni polmoni. Oppure un gran senso di pesantezza con poca forza per sostenere gli impegni quotidiani.
Il corpo ci sta inviando un messaggio d’allarme, una richiesta di aiuto perché non è più in grado gestire i suoi equilibri naturali.
Il lavoro corporeo è fondamentale al ripristino degli equilibri nel suo interno: recuperare energia là dove ce n’è bisogno e disperderla dove ce n’è in eccesso, grazie al suo schema energetico (agopunti).
Riconoscersi ed essere consapevoli di come funzioniamo a livello mentale. Percepire le emozioni profonde attraverso le tensioni muscolari.
Bio-shiatsu è un percorso accurato e personale che si prefigge l’obbiettivo di recuperare il benessere psicosomatico attraverso il riequilibrio dello schema energetico con l’apporto della medicina tradizionale cinese.
Responsabile: Rose Marie Sarcone
Ciascuno di noi durante la propria vita può incorrere una varietà di esperienze traumatiche, dal trauma di grande entità, come ad esempio fare un incidente in auto particolarmente pericoloso, subire un abuso o trovarci nel ben mezzo di un terremoto, a quelli minori, come l’aver subito ricorrenti umiliazioni da bambini o la brusca interruzione di una relazione per noi significativa.
Dopo un evento traumatico il nostro organismo va in contro a una serie di risposte di stress, che nella maggior parte dei casi si risolvono col tempo.
Ci sono però casi in cui si continua a stare male e a provare sensazioni angosciose simili a quelle provate durante il trauma anche dopo moltissimo tempo.
Il metodo EMDR è un metodo psicoterapico strutturato e di comprovata efficacia che viene utilizzato per il trattamento di traumi e stress psicologici di varia entità. Scopo dell’EMDR è desensibilizzare i ricordi dell’evento traumatico, rendendone possibile l’elaborazione.
Responsabile: Davide Parma
La rabbia viene spesso etichettata come un’emozione negativa, da censurare.
Non di rado capita di ricevere richieste del tipo “Vorrei imparare a non arrabbiarmi” oppure “Vorrei non arrabbiarmi più”.
La rabbia è un’emozione primaria al pari della felicità o della tristezza e come tale non possiamo “disattivarla” in quanto innata in tutti gli esseri umani, inoltre è necessaria per mantenere viva l’indignazione per ingiustizie e soprusi che accadono intorno a noi.
Ciò che spesso ci crea problemi non è tanto l’emozione in sé quanto le modalità con cui la esprimiamo (o non la esprimiamo); essa infatti è una forza, un’energia interna che può essere utilizzata in maniera sia positiva che negativa.
Se non utilizzata al meglio la rabbia può sfociare in comportamenti o atteggiamenti aggressivi ed eventualmente violenti ma se elaborata (canalizzata) in modo corretto può essere trasformata in un’energia positiva che ci permette di affrontare i nostri problemi in maniera costruttiva e contemporaneamente capire il messaggio dietro l’emozione e esprimerlo in modo assertivo senza perdere il controllo.
Responsabile: Arturo Sica, Davide Parma
Nel nostro lavoro abbiamo scelto di dedicare uno spazio specifico alla riflessione su cosa significhi oggi essere uomini e donne.
Viviamo in un tempo di grandi cambiamenti culturali e sociali, in cui i tradizionali modelli di maschile e femminile vengono messi in discussione, ridefiniti o talvolta vissuti con incertezza e fatica.
Ci occupiamo di accompagnare le persone che si interrogano su queste tematiche, offrendo percorsi di sostegno e approfondimento relativi a:
Offriamo uno spazio di ascolto e confronto dove poter esplorare la propria esperienza, sciogliere conflitti interni e ritrovare un senso più autentico del proprio essere uomini o donne, al di là degli stereotipi e dei modelli imposti.
Responsabile: Arturo Sica, Cristina Bozzo
Quando entriamo in contatto con la realtà della malattia grave ci sentiamo colpiti a diversi livelli.
Ci sentiamo soli, smarriti, incerti del futuro, increduli e arrabbiati.
Talvolta prevale la volontà di combattere, altre volte la rassegnazione.
Tali aspetti coinvolgono non solo la persona malata ma anche la rete di familiari, amici e colleghi che le stanno intorno. Da diversi anni, White Dove ha dedicato un’attenzione specifica alle persone che si trovano ad affrontare la malattia grave sostenendole nel percorso, insieme ai loro familiari.
Lo scopo è quello di aiutarli a muovere, scoprire, riabilitare le risorse esistenti e renderle disponibili per affrontare la situazione reale difficile e intensa della malattia grave.
Colloqui psicoterapici, lavoro bioenergetico, utilizzo di musica e visualizzazioni, anche grazie alla collaborazione decennale con l’Hospice del San Martino e del Gaslini, sono alcuni degli strumenti utilizzati.
Ciascuno di noi, nei momenti di difficoltà, ha bisogno e dispone di strumenti diversi per far fronte e superare la crisi.
Il nostro progetto, attraverso un approccio multidisciplinare è quello di capire insieme alla persona quale possa essere la via migliore.
Responsabili: Arturo Sica